
Antonio Saliola e’ nato a Bologna il 28 Settembre 1939. A causa della guerra trascorre l’ infanzia in campagna, sfollato con la famiglia, crescendo nel mondo rurale: la cucina, l’orto, l’aia, gli animali, i campi. Dopo le scuole elementari ritorna in citta’ dove inizia una carriera scolastica combattuta tra l’ostilita’ per le materie scientifiche e la predilezione per l’arte, la letteratura, il cinema. Le estati trascorrono prima nel paese paterno tra le colline abruzzesi e poi in un piccolo borgo montano della Valsugana, dove la madre, maestra, aveva insegnato.
Dipingere e’ la sua vocazione, assecondata dai genitori che gli chiedono soltanto di terminare gli studi. Concluso il liceo classico, si iscrive alla facolta’ di Giurisprudenza laureandosi nel 1967. E’ funzionario all’Accademia delle Belle Arti di Bologna e contemporaneamente apre la Galleria d’Arte ‘Tempo’ che organizza varie mostre figurative fino al 1974, anno in cui saliola si dimette da tutto e finalmente si dedica solo alla pittura.
Trascorre lunghe estati in Romagna, nell’entroterra riminese, in cuna casa chiamata ‘Cagnotta’. Dal 1972, presentato da Luigi Carluccio, espone in numerose personali quadri che rappresentano gruppi in posa, perlopiu’ di ambiente familiare, con volti di animali che si insinuano tra quelli delle persone. Si interessano alla sua pittura critici e addetti ai lavori (tra gli altri L. Carluccio, E. Crispolti, A. Jouffroy, D. Micacchi, F. Solmi, R. Tassi, M. Venturoli), ma anche poeti e scrittori, studiosi e registi che si legano a lui in progetti che nascono dalla reciproca amicizia (tra gli altri F. Albertazzi, G. Arpino, P. Avati, A. Faeti, T. Guerra, S. Maldini, G. Soavi, J. R. Taylor, G. Zanasi, C. Zavattini, V. Zurlini…).
Si alimenta cosi’ il suo amore per il libro e il cinema, passioni che lo rendono un pittore-narratore che racconta se stesso in una varieta’ di cicli: dai ritratti di famiglia (1970-73) ai cortili e alle osterie (1973-74), al bambino che voleva volare (1974), alla scuola e al collegio (1973-74), al West (1976), alle visite ideali all’adorato Claude Monet (1987-88), ai grandi giardini e agli interni ricchi di atmosfera e di misteri.
Ha esposto negli ultimi anni in personali a Londra, New York, Buenos Aires, Chicago, Palm Beach, Hong Kong (invitato dal T.T.Tsui Museum), Montecarlo e alla casa del Mantegna a Mantova.
Antonio Saliola continua ad abitare nella sua citta’ e a trascorrere le estati nella Valle del Marecchia, in un paese medievale chiamato Petrella Guidi dove ha resuscitato assieme ad alcuni amici il ‘Borgo del Sole e della Luna’